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Resoconto del Convegno di Treviso, aprile 2026
LE SUGGESTIONI DI BIBLIA: LA TERRA PROMESSA
No, non intendo parlare dello stupendo seminario estivo di Mazzin di Fassa sulla Terra di Israele, ma del convegno, a latere dell’Assemblea sociale di Treviso dell’aprile di quest’anno, intitolato “La Bibbia nella storia americana” (o, io direi, nella storia nord-americana, perche il continente americano è più vasto degli “States”).
Ricorderete che, nella giornata di venerdì 17 aprile, sono state illustrate due, altrettanto stupende, relazioni intitolate “la migrazione dei puritani verso la Terra Promessa” e “America terra di rivelazione: il Libro di Mormon”.
Chiacchierando recentemente con uno degli angeli custodi assegnati a Biblia dall’Eterno (per collaborare con gli Organi direttivi dell’Associazione per guidarla nel procelloso mare della burocrazia), si parlava del convegno trevigiano; cosa che mi ha richiamato alla mente proprio la prima relazione: un titolo che avevo già visto e letto nei miei fumetti preferiti (con i quali mi addormento ancora oggi “nel sonno del giusto”).
Ho, allora, ricercato freneticamente fra “i giornaletti” e: trovato! Proprio quello intitolato “Terra Promessa”, con i miei protagonisti preferiti: Tex Willer (noto come Aquila della Notte quale capo della tribù della Nazione Indiana chiamata dei Navajos) ed i suoi “pards”, Kit Willer (nato dall’amore di Tex per Lilith, la bellissima e dolcissima figlia del precedente capo tribù Freccia Rossa), Tiger Jack della stessa tribù Navajos e Kit Carson, il “godereccio” pard più anziano.
Invero, nelle insuperabili sceneggiature di Bonelli e illustrazioni di Ticci, si racconta l’avventura di un nutrito gruppo di quaccheri che dallo Stato dello Utah intendeva trasferirsi in California per lì ricongiungersi con altre comunità della stessa fede religiosa: comunità che avevano consigliato al nuovo gruppo di non servirsi, per la guida della carovana, di un personaggio che, nello sviluppo della storia, si rivelava appartenente ad una banda avente lo scopo di depredare, con le buone o con le cattive (nella seconda ipotesi, con l’aiuto di gruppo di nativi, ribelli ai vecchi saggi e capi della tribù denominata Cheyenne), le carovane che si affidavano a siffatta guida (mentre scrivo, mi sovviene che, durante i miei studi universitari in giurisprudenza, avevo preparato, per l’esame di filosofia del diritto, il saggio di Hoebel “il diritto nelle società primitive”, dove antropologi riferivano delle loro ricerche presso diverse tribù della Nazione Indiana e quasi tutte, nei ricordi dei più anziani, parlavano di racconti che, generalmente, cominciavano con “… c’era una volta una banda di Comanches in cerca di guai …”. Dunque, la storia, sulla migrazione dei quaccheri, di Bonelli e Ticci non inventava nulla circa la collaborazione malvivente tra banditi bianchi e nativi “ribelli”, altrettanto rapaci).
Ed è così, che Tex, dopo una serie di drammatiche circostanze, viene a contatto con i quaccheri e – con la generosità che contraddistingue il nostro eroe (non disgiunta da una personale concezione della giustizia affidata, nel migliore dei casi, alle botte, e, nei peggiori, al “giudice Colt” coadiuvato dalla sua giuria di sei proiettili) – conduce, dopo un altrettale serie di drammatiche situazioni, i nuovi migranti verso la California: la loro Terra Promessa, appunto.
Il fumetto (di una discreta consistenza) si trattiene, sia pure con brevi cenni nelle singole vignette e nelle relative “nuvolette”, a descrivere l’atteggiamento esistenziale, fondato sul Libro dei Libri, del gruppo di quaccheri migranti. Sarà sufficiente, al riguardo, riportare integralmente qualche frase pronunciata dai capi della comunità quacchera in questione (prive, però, delle espressioni facciali magistralmente illustrate da Ticci):
- (in occasione dell’offerta di Tex ad assumere la responsabilità di capo-carovana): “… La morte dello sventurato Kanab ci ha lasciato nelle mani del Signore, e adesso, con il Suo divino aiuto, dobbiamo cercare di continuare a condurre gli altri confratelli nella Terra Promessa. …”;
- (sempre nella stessa occasione, circa le difficoltà che il lungo tragitto attraverso terre abitate da tribù della Nazione Indiana avrebbe comportato, descritte dal nostro eroe con la frase: “disarmati come siete, sareste facile preda per gli Shoshoni e i Piutes. Non dimenticatelo! …”): “… La nostra fede è come una fiamma che rischiara le tenebre, mister Willer, e il Signore …”;
- (in occasione della partenza della carovana): “… e che il Signore protegga tutti noi nella nostra marcia verso la Terra Promessa. …”;
- (in occasione della cattura, da parte di Tex, del nativo Cheyenne che spiava la consistenza della carovana, e della sua “silenziosa” liberazione da parte di uno dei capi della comunità quacchera): “… perciò ho avuto compassione di lui, che era un figlio del Signore come tutti noi, e ho tagliato le corde che lo trattenevano …”;
- (in occasione dell’arrivo in California, e dopo la richiesta di Tex di festeggiare la fine del viaggio con un paio di buone bottiglie da offrirsi dalla comunità quacchera): “… abominio! Sta scritto sulla Bibbia: “la vite nasce dal ceppo di Sodoma e dalle piantagioni di Gomorra. E’ tossico di serpenti, e il suo vino veleno spietato di vipere”! …”.
Ed è perciò (io penso) che la conclusione della storia è stata lasciata all’anziano, ma “vispo”, Kit Carson che suggerisce ai nostri eroi: “… non credi che in quel saloon dall’aspetto invitante ci sia per noi un buon tavolo con quattro sedie e relativa guarnizione di bistecche e patatine fritte? …”.
Non può tacersi, infine, della copertina del fumetto, dove – a mio modesto avviso – gli autori sono riusciti magistralmente a rappresentare il tema trattato: sullo sfondo, carri “conestoga” con vicino uomini severamente abbigliati con vestiti e cappello nero e camicie bianche, oltre alcune donne e bambini, in primo piano, il nostro eroe Tex, ritto e con sguardo fiero e determinato, le braccia distese sui fianchi, stringendo fra le mani un “winchester”.
A questo punto, il mio singolo e paziente lettore potrebbe dirmi: “Ma perché trattare un tema così importante e serio con un fumetto?”. Risponderei cantando, con Max Gazzè, il suo brano “il motore degli eventi”, per dire che si può “… studiare fumetti come minore letteratura …”.
Per concludere la storia che ho voluto portare all’attenzione del mio solitario lettore, “rubo”, però, le parole ad un Autore siderale nella nostra Letteratura: “… se non v’è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l’ha scritta, e anche un pochino a chi l’ha raccomodata. Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta. …” (A. Manzoni – I Promessi Sposi, ultime righe).
Cagliari, 15 settembre 2026 Sergio Cassanello