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VIAGGIO DI STUDIO IN SIRIA

 

18-28 agosto 2008

 

(ESTENSIONE IN GIORDANIA, 28 AGO-1 SET)

 

Accompagnatori: don Rinaldo Fabris e prof. Gianluigi Prato.

 Oltre alle conferenze di approfondimento dei due accompagnatori,

sono previsti alcuni incontri con personalità del paese

 

 

NOTE PER UNA LETTURA ANALITICA

Per la descrizione dettagliata delle visite nei singoli giorni, premere il mouse sullo specifico giorno dei sottostanti paragrafi "Programma definitivo" ed "ESTENSIONE IN GIORDANIA" mentre, per il ricco corredo di notizie accessorie, utilizzare - sempre tramite mouse - il seguente elenco:

 

STORIA DELLA SIRIA

LETTERATURA

RELIGIONI

TESTI ANTICHI DELLA CHIESA SIRIANA

VARIE

BREVE STORIA DELLA GIORDANIA

APPROFONDIMENTI LETTERARI E BIBLICI

GLOSSARIO DI POPOLI, DINASTIE ED ETNIE

 

 

PROGRAMMA  DEFINITIVO

 

 

[1° giorno: ROMA/ALEPPO * 18 agosto lunedì

Partenza con volo di linea della Syrian Arab Airlines RB18 per Aleppo alle ore 14.30. Arrivo alle ore 18.50 e disbrigo delle formalità per l’ottenimento del visto d’ingresso e di frontiera. Incontro con le nostre guide e trasferimento in pullman privato all’hotel Sheraton (cat 5*). Sistemazione nelle camere riservate. Cena e conferenza introduttiva, pernottamento.]

 

2° giorno: ALEPPO * 19 agosto martedì

Al mattino partenza per la zona delle città morte e visita del famoso monastero di San Simeone Stilita (Qalah Siman), monumentale e isolato sulle colline. Proseguimento per la visita del sito di Ayn Darah. Rientro ad Aleppo per il pranzo in ristorante Armeno. Il pomeriggio partenza per Ebla, dove la missione archeologica italiana, guidata dal Prof. Paolo Matthiae, ha portato alla luce reperti archeologici di eccezionale valore come le 17.000 tavolette cuneiformi. Rientro ad Aleppo. Cena, conferenza e pernottamento.

 

3° giorno: ALEPPO * 20 agosto mercoledì

Intera giornata dedicata alla visita di questa antichissima città che ancor oggi svolge un’importante ruolo nella vita economica della Siria. Si visita il Museo Nazionale Archeologico dove sono conservati preziosi reperti delle varie civiltà mesopotamiche e la Grande Moschea degli Omayyadi risalente ai primi tempi  dell’Islam. Pranzo in ristorante nel quartiere armeno e visita ai quartieri cristiani e ai resti della cattedrale bizantina di Aleppo. Il pomeriggio visita della Cittadella da sempre fortezza e simbolo della città. Visita ai suk medievali con le sue chilometriche gallerie, uno dei più famosi mercati coperti del mondo arabo. Un po’ di tempo libero. Cena e pernottamento.

 

4° giorno: ALEPPO/LATAKIA * 21 agosto giovedì

Partenza in direzione della costa mediterranea per la visita al castello di Saladino (Qalat Salah ad-Din) abbarbicato su di un inaccessibile promontorio roccioso a 24 km da Latakia (l’antica Laodicea). Proseguimento per Latakia e sosta per il pranzo in ristorante. Il pomeriggio partenza per la vicina Ugarit e visita dell’antica città del XV sec. a.C. resa famosa dal ritrovamento delle tavolette che riportano il più antico alfabeto del mondo, base delle scritture occidentali. Sistemazione nelle camere riservate dell’ hotel Meridien (cat 5*). Conferenza . Cena e pernottamento.

 

5° giorno: LATAKIA/HAMA * 22 agosto venerdì

Partenza lungo la costa per Tartus e visita dei resti della città crociata che ha conservato un centro storico medievale di stampo europeo con chiese e palazzi gotici. Visita del museo archeologico. Proseguimento per la visita di Amrit, con il suo tempio di grande fascino. Partenza per il Krak dei Cavalieri (Qalat al-Hosn), e sosta per il pranzo in ristorante. Il pomeriggio visita del famoso castello crociato in splendido stato di conservazione. Arrivo ad Hama e sistemazione nelle camere riservate dell’ hotel Apamea Cham Palace (cat 5*) sul fiume Oronte. Cena in hotel. Per quelli che non sono troppo stanchi breve passeggiata serale nel centro delle città. Pernottamento.

 

6° giorno:HAMA/ALEPPO 23 agosto sabato

Al mattino visita della città di Hama, famosa per le antiche norie in legno, costruite dai romani per il sollevamento dell’acqua dal fiume Oronte. Partenza per Apamea, importante città ellenistica e romana dove recenti lavori di restauro hanno riportato all’antico splendore “il Cardo”. Proseguimento per il vicino caravanserraglio di Al Maidk dove sono conservati splendidi mosaici trovati nella città di Apamea. Pranzo in ristorante. Partenza per Maarrat an-Numan e proseguimento per la visita delle rovine di Serjilla. Arrivo ad Aleppo e sistemazione nelle camere riservate dell’ hotel Sheraton. Cena e pernottamento.

 

7° giorno: ALEPPO/DAYR AS-ZAWR * 24 agosto domenica

Partenza al mattino sul presto per Ar-Raqqah, capitale estiva del Califfo Harun ar-Rashid. La città sorge sul lago Assad, nato dalla costruzione della grande diga sull’Eufrate. Proseguimento per la città morta di Rusafah-Sergiopolis, citata nella Bibbia e nei testi assiri con il nome Resef. La città fu distrutta nel 743 dagli Abbasidi: si possono ancora ammirare le imponenti mura di cinta, il battistero, le basiliche, le enormi cisterne e un palazzo omayyade. Pranzo al sacco. Partenza per Halabiyah e visita alla suggestiva fortezza sull’Eufrate costruita nel III secolo dalla regina Zenobia di Palmira a scopo difensivo. Arrivo a Dayr as-Zawr nel tardo pomeriggio. Sistemazione all’ hotel Furat Cham Palace (cat 5*). Cena, conferenza e pernottamento.

 

8° giorno: DAYR AS-ZAWR/PALMIRA * 25 Agosto lunedì

Al mattino presto partenza per Mari città degli Accadi risalente a più di 5000 anni fa e visita del Palazzo reale e della ziqqurat. Proseguimento per Dura Europos sull’Eufrate, interamente costruita in mattoni crudi nel IV secolo a.C. da Seleuco, luogotenente di Alessandro Magno. Dura Europos fu distrutta e abbandonata nel 256 d.C. in seguito all’attacco dei Persiani Sassanidi, e mai più ricostruita. Rientro a Dayr as-Zawr e pranzo. Breve visita del piccolo ma interessante museo archeologico. Partenza per Palmira attraversando il suggestivo deserto siriano. Arrivo e  salita sulla collina dove si erge un castello arabo e da dove si potrà ammirare il tramonto sulle rovine dell’antica città della regina Zenobia. Sistemazione all’ hotel Palmyra Cham Palace (cat 5*). Cena nel deserto sotto le tende beduine. Pernottamento.

 

9° giorno: PALMIRA/DAMASCO * 26 agosto martedì

Al mattino molto presto inizio della visita della vasta e monumentale area archeologica, dell’imponente Santuario di Baal, della necropoli e del piccolo Museo Archeologico dove sono conservati molti dei reperti trovati nel sito. Pranzo in ristorante. Il pomeriggio partenza per Maalula pittoresco villaggi arroccato sui monti dell’Antilibano, dove si parla ancora l’ aramaico. Arrivo a Damasco nel tardo pomeriggio. Sistemazione nelle camere riservate dell’ hotel Cham Palace (cat 5*). Cena e pernottamento.

 

10° giorno: DAMASCO * 27 agosto mercoledì

Al mattino visita del Museo Archeologico Nazionale (eccezionale per i suoi reperti archeologici in esso conservati e in particolare la sinagoga di Dura Europos), proseguimento con la visita della città con il quartiere cristiano, la casa di Anania, amico di San Paolo e discepolo di Gesù Cristo, la chiesa di San Paolo che ha conservato l’aspetto antico. Pranzo in ristorante nel quartiere cristiano. Il pomeriggio visita della Grande Moschea o moschea degli Omayyadi ricoperta di mosaici di artisti bizantini, che in origine era la chiesa di Giovanni Battista, la tomba mausoleo di Saladino e alla Cittadella in corso di restauro. Conferenza finale dei tre relatori. Cena tipica di commiato con musica araba e danze dervisce al ristorante Umayyad Palace nella città vecchia. Pernottamento.

 

11° giorno: DAMASCO/BOSRA/DAMASCO * 28 agosto giovedì (per chi non prosegue in Giordania)

Al mattino partenza per la regione dell’ Hawran nota per le sue città nere costruite in basalto. Arrivo a Bosra, famosa per il suo teatro trasformato in fortezza dai musulmani. Visita della vasta città romana capitale della provincia di Arabia creata da Traiano. Rientro a Damasco. Pranzo in ristorante. Il pomeriggio termine delle visite (Palazzo Azem) e un po’ di tempo libero nel Suk. Cena e pernottamento.

 

[12° giorno: DAMASCO/ROMA venerdì

Trasferimento in aeroporto. Partenza da Damasco con volo di linea della Syrian Arab Airlines RB418 alle ore 10.35 per Roma Fiumicino. Arrivo alle ore 13.30]

 

 

 

ESTENSIONE IN GIORDANIA

 

11° giorno DAMASCO/BOSRA/JERASH/AMMAM 28 agosto giovedì

Al mattino partenza per la regione dell’ Hawran nota per le sue città nere costruite in basalto. Arrivo a Bosra, famosa per il suo teatro trasformato in fortezza dai musulmani. Visita della vasta città romana capitale della provincia di Arabia creata da Traiano. Pranzo nel ristorante dell’hotel Cham Palace. Partenza per il confine con la Giordania e disbrigo delle formalità di frontiera. Proseguimento per Jerash e visita della città romana costruita in prossimità del fiume omonimo. La ricchezza monumentale e il buono stato di conservazione di questo sito gli hanno fatto meritare l'appellativo di "Pompei dell'Oriente". Partenza per Ammam. Arrivo e sistemazione all’ hotel Radisson Sas (cat 5*). Cena e pernottamento.

 

12° giorno AMMAM/PETRA 29 Agosto venerdì

Al mattino presto partenza per Petra. Arrivo e visita della vasta aerea archeologica del sito di Petra che per la sua bellezza vale da sola l'intero viaggio. L’originaria capitale nabatea è quasi interamente scavata nella roccia rosa del Wadi Musa. Agli edomiti, presenti già nel 1200 a.C., seguono a partire dal VI secolo a.C. i nabatei, capaci di resistere a lungo ai romani, fino 106 d.C., anno della caduta di Petra. La città viene trasformata dai romani e poi dai bizantini. A parte un breve periodo di occupazione dei crociati, Petra viene abitata dalle tribù beduine fino alla sua scoperta nel XIX secolo. L’area archeologica, a cui si accede passando lungo una alta e stretta gola, l’As-Siq, è molto vasta, con una incredibile ricchezza di siti, monumenti ed edifici risalenti ai diversi periodi storici: gli obelischi e il Monastero dei nabatei; le Tombe Reali, nabatee ed ellenistico romane; i templi, l’anfiteatro, la Strada Colonnata romana; le chiese bizantine; il Tesoro, Al-Khazneh, ovvero il capolavoro architettonico della facciata della tomba del re nabateo Aretas III. Il fascino di Petra risiede nelle meravigliose vestigia delle antiche costruzioni, ma anche nei colori, dal rosa al rosso, all’ocra, all’oro, della roccia arenaria ferrosa che è insieme paesaggio ed architettura. Pranzo in ristorante all’interno del sito. Sistemazione all’ hotel Nabatean (cat 5*). Cena e pernottamento.

 

13° giorno PETRA/BEIDA /MADABA/MONTE NEBO/AMMAN 30 agosto sabato

Partenza per Beida e visita del sito conosciuto come la piccola Petra. Proseguimento verso nord per Amman e sosta per la visita delle chiese ricche di mosaici di Madaba. Proseguimento per il Monte Nebo, su cui morì Mosè dopo che il Signore gli ebbe mostrato la Terra Promessa. Infatti, se la giornata è limpida dalla cima del Monte sarà possibile godere della suggestiva vista della Valle del Giordano e di Gerusalemme. Arrivo ad Amman e giro panoramico della città con la visita del Teatro Romano risalente al II secolo d.C. Sistemazione in hotel Radisson sas (cat 5*). Cena e pernottamento.

 

14° giorno AMMAM/DAMASCO 31 agosto domenica

Partenza per la visita del sito di Rihab dove è stata recentemente scoperta, da un team di studiosi internazionali guidati da Abdel-Qader Hussein, direttore del Centro di studi archeologici di Rihab, la più antica chiesa cristiana della storia che sarebbe stata edificata tra il 33 e il 70 d.C. dai primi fedeli all'indomani della morte di Gesù Cristo. Proseguimento per la visita del sito di Um Qais, l’antica Gadara citata nel Vangelo, che si affaccia scenograficamente su lago di Tiberiade. Visita della città e poi partenza per la frontiera con la Siria e disbrigo delle formalità d’ingresso. Sosta a Bosra per il pranzo e partenza per Damasco. Arrivo e sistemazione nelle camere riservate dell’ hotel Cham Palace (cat 5*). Pomeriggio un po’ di tempo libero nel Suk. Cena e pernottamento.

 

[15° giorno DAMASCO/ROMA 1 settembre lunedì

Trasferimento in aeroporto. Partenza da Damasco con volo di linea della Syrian Arab Airlines RB418 alle ore 10.35 per Roma Fiumicino. Arrivo alle ore 13.30.]

 

 

 

LUOGHI CHE VISITEREMO IN SIRIA

 

 

 

 

 

          

                Flaconcini porta essenze in terracotta (circa 2700-2650 a.C.

 

 

Le immagini nei frontespizi delle pagine sulla Siria provengono dagli scavi effettuati da Paolo Emilio Pecorella (detto “Pami”) sul sito di Tell Barri, nella Siria nord-orientale, dal 1980 al giorno della sua morte, avvenuta mentre stava dirigendo i lavori di scavo, il 29 agosto 2005. Era un carissimo amico fiorentino e un grande archeologo che avrebbe dovuto accompagnarci in questo nostro viaggio, mentre la generosa messe di notizie che seguono è dovuta alla cura di:

 

Agnese Cini Tassinario e di Chiara Tassinario Di Tondo, con interventi di Alessandro Di Lorenzo

 

2° giorno      

 

Città morte

Nell’area situata a est dell’Oronte si trovano numerosi villaggi e imponenti costruzioni religiose di epoca romana e bizantina  nominate “città morte” , talvolta immerse nel verde degli ulivi, talaltra isolate su brulli altipiani ormai inospitali

 Nel VII e VIII secolo a causa di terremoti e tornadi che si abbatterono sulla zona e alla conquista mussulmana furono abbandonati.

San Simeone Stilita (Qalah Siman)

 La costruzione è formata da quattro basiliche disposte a forma di croce che davano su un cortile ottagonale centrale coperto da una cupola. Fu terminata circa nel 490 per ordine dell’imperatore Zenone ed è dedicato a san Simeone una delle figure più originali tra i primi cristiani della Siria che, durante il IV secolo d.C., trascorse in penitenza moltissimi anni in cima ad una colonna intorno alla quale fu poi costruita la chiesa.

 

Simeone Stilita il Vecchio nacque ad Antiochia attorno al 521 e, come suggerisce il suo stesso nome, visse sopra una colonna per ben quarantacinque anni. Pare comunque attendibile che Simeone possa aver scelto all’età di circa venti anni questa straordinaria condizione di vita eremitica. A trentatrè anni ricevette l’ordinazione presbiterale e, per imporgli le mani, il vescovo dovette munirsi di una scala per raggiungere la sommità della colonna. Le folle accorrevano dal santo stilita per ottenere da lui consigli o per implorare guarigioni miracolose. Occasionalmente pare possedesse inoltre il dono della conoscenza dei segreti del cuore, nonché della profezia. Numerosi erano dunque i discepoli che si raccoglievano intorno a lui. Tra gli scritti che gli sono attribuiti, se ne segnalano uno in cui sollecitò l’imperatore a punire i samaritani, rei di aver attaccato i cristiani, e un altro, citato da San Giovanni Damasceno, in cui condannò esplicitamente l’iconoclastia. Il santo stilita era vegetariano. Similmente ad altri seguaci di questo particolare stile di vita, si trasferì più volte su nuove colonne, in diverse città, con l’approvazione dei vescovi locali. I contemporanei, pur contestando il  modo di vita degli stiliti, non potevano non riconoscerne il potere di operare il bene, la loro umiltà, la loro carità, la capacità di convertire gli uomini e i periodici interventi in favore del bene comune. Simeone morì in Siria nel 592 ed è commemorato in data odierna, il 24 maggio, tanto dal Martyrologium Romanum, quanto dai calendari delle varie Chiese orientali. Il suddetto martirologio cattolico asserisce che il santo, vivendo sulla colonna, abbia conversato con Cristo e con gli angeli, nonché sia stato dotato di poteri straordinari sui demoni e sulle forze della natura. L’iconografia cristiana, in particolar modo orientale, è solita raffigurare questa categoria di santi, come è facile immaginare, sopra alle colonne ove risedettero per buona parte della loro vita. Queste icone sono ancora talvolta riscontrabili in alcune case, ove sono state collocate al fine di garantire ai visitatori la potente protezione di un qualche santo dell’antichità. Per quanto il loro modo di vivere potesse sovente dare l’impressione di rasentare la pazzia, gli stiliti costituirono una testimonianza concreta della necessità di preghiera e penitenza nella loro epoca, contraddistinta da dissolutezza e lussuria. Molte persone si interrogarono sulla singolarità della loro scelta di vita e ciò le aiutò perlomeno a correggere taluni aspetti del loro vivere quotidiano.

 

 

 

Ayn Darah

Il sito risale circa alla seconda metà  del II millennio a.C., vi si trova un tempio in basalto di epoca arcaica eretto tra il 950 e 800 a.C.. Tutte le pareti esterne hanno sculture in basalto che raffigurano leoni e sfingi. I leoni erano dedicati alla dea Ishtar e le sfingi alla dea Astarte.

 

 

 

 

 

Nel 1954 un cacciatore scoprì per caso nella tana di una volpe un blocco di basalto, che si rivelò poi parte di una grande statua raffigurante un leone; da quel momento gli studiosi hanno portato alla luce straordinarie statue in basalto e diversi rilievi.

                                     

 

Ebla

È l'antico nome dell’odierna Tell Mardikh, a circa 60 km a sud di Aleppo, città della Siria settentrionale, scoperta nel 1964 da una missione archeologica italiana diretta da Paolo Matthiae dell’Università  La Sapienza di Roma. Era situata in posizione intermedia tra la Mesopotamia, l’Anatolia e la Palestina; godeva dei vantaggi del commercio tra queste zone, da là passavano materie prime quali rame, legname, ecc... Al 1975 la scoperta degli archivi reali di Ebla, contenenti oltre 17.000 tavolette d'argilla con iscrizioni cuneiformi in eblaita risalenti al periodo tra il 2500 e il 2200 a.C. Gli scavi della missione archeologica italiana hanno fatto emergere la struttura urbana della città: un'ampia cinta muraria a cerchio, fortificata con possenti bastioni grandangolari, dove si aprono 4 porte disposte a croce, con al centro l'acropoli. La struttura radiale potrebbe rimandare alla concezione di un universo circolare. Rimangono anche i resti del Palazzo reale con tutti i suoi settori, dove sono stati rinvenuti gli archivi di stato, oltre a migliaia di tavolette ed oggetti d'uso comune.

 

Il Palazzo Reale: gli scavi sul lato ovest dell'Acropoli hanno messo in luce un grande palazzo reale, chiamato dagli archeologi Palazzo G, che risale alla prima epoca d'oro di Ebla: 2400-2250 a.C. Questa enorme costruzione occupa la facciata ovest del pendio dell'Acropoli; l'esplorazione archeologica ha dimostrato che fu costruita sulle rovine di un edificio, del Bronzo Antico (2700-2500 a.C.). È stata scoperta una parte del Palazzo G, che doveva estendersi verso est: la corte principale, lo scalone d'ingresso, la stanza degli archivi e una parte dei quartieri di abitazione. Il palazzo G è diviso in varie ali, che sono:

A- L'ala cerimoniale, consacrata ai ricevimenti del re, formata da una corte principale con un corridoio coperto.

B- L'ala amministrativa: si estendeva a sud della grande scalinata che portava ai quartieri d'abitazione. Era il centro del governo e della monarchia.

C- L'ala di abitazione: vi si giunge salendo la grande scalinata di pietra; comprende diverse stanze destinate alla preparazione del cibo, alla macinazione dei cereali, alla spremitura delle olive e alla cottura degli alimenti.

D- Gli Archivi Reali: nel 1975 fu scoperta la biblioteca reale, o Archivio.

Il palazzo del principe ereditario (Palazzo Q o Palazzo Occidentale) si trova nella città bassa, a ovest dell'Acropoli, e si estende da nord a sud, per una lunghezza di m 1×15; la parte sud è crollata per cause naturali. È composto dall'unione di diverse unità d'abitazione attorno a una sala principale, ed è costruito in mattoni crudi su una base di grandi pietre squadrate. Esso ricopre le caverne che ospitano la necropoli reale, dove sono stati rinvenuti molti oggetti assai importanti dal punto di vista storico e artistico. Nel palazzo Occidentale si trova un interessante vano, molto ben conservato, riservato alla macinazione del grano per la preparazione dei pani, che dovevano servire a sfamare centinaia di persone.

Il palazzo E, sulla parte nord dell'Acropoli, è stato scoperto nei primi anni d'attività della missione, ma solo in parte. L'altra parte è sepolta sotto i resti dell'insediamento del Ferro (secc.IX-III a.C.) e dell'insediamento persiano. Il settore portato in luce consiste in una grande corte e in vani più piccoli.

Il palazzo P (o palazzo Settentrionale) è situato nella città bassa a nord dell'Acropoli. È stato scoperto abbastanza recentemente e ha una superficie assai vasta. È databile al 1800-1600 a.C.; presenta due ingressi sul lato ovest ed è diviso in varie ali: l'ala nord, destinata alla conservazione delle vivande, e l'ala sud, destinata ad abitazione, mentre l'ala mediana consiste in un'ampia sala, probabilmente destinata ad alloggiare il trono del re.

 

  

TEMPLI

Il tempio di Ishtar, chiamato Tempio D, è costruito sul lato ovest dell'Acropoli, è formato da un ingresso, un vestibolo e un grande vano rettangolare, i suoi muri sono spessi quattro metri; nel secondo anno di scavi (1965) vi è stato rinvenuto il celebre bacino calcareo scolpito su tre facce, che è l'unico bacino intero proveniente da Ebla. Esso è datato al 1900-1800 a.C. Il tempio B1, o tempio di Reshef, e il Tempio B2 sono templi contigui, situati nella città bassa a sud del palazzo Occidentale, o Palazzo del principe ereditario, il Tempio B1, dedicato all'adorazione di Reshef, dio del mondo inferiore, è composto di un solo vano, mentre il Tempio B2 ha diverse stanze, raggruppate intorno a una vasta sala centrale. Nel Tempio B2 sono state trovate due grandi tavole offertorie in pietra, assai ben conservate. La vicinanza del Tempio B2 al cimitero regale e la sua pianta, differente da quella degli altri templi di Ebla, inducono a ritenere che esso fosse consacrato al culto dei re morti, ossia degli antenati regali.

Il secondo tempio di Ishtar, o Tempio P2, è costruito nella città bassa, a nord-ovest dell'Acropoli. È composto da un ingresso, forse un tempo affiancato da due torri, e da una grande sala rettangolare. È datato tra il 1900 e il 1600 a.C., e ha subito una grande distruzione. Presenta dimensioni veramente imponenti: misura, infatti, m. 20,5×12,5. Questo tempio è considerato il più grande tra quelli scoperti nel paese di Sham (Bilad esh-Sham) risalenti al II millennio a.C.

Il Tempio N, o Tempio del Sole, dedicato all'adorazione del dio Sole, il cui nome antico era Shamash. È un edificio rettangolare, formato da un solo vano. Si trova nella città bassa, a est dell'Acropoli; vi sono stati rinvenuti una tavola offertoria e metà di un bacino in calcare scolpito; l'ingresso al tempio è completamente distrutto.

Negli anni più recenti, è stato scavato un grande edificio in pietra calcarea, situato nella città bassa a nord del palazzo Occidentale e a ovest dell'Acropoli. È stato chiamato Edificio P3; ha la forma di un grande rettangolo di m. 52×42, dai muri estremamente spessi (oltre 20 metri), con al centro uno spazio libero, privo di ingresso. Si ignora a quale divinità fosse dedicato, ma si può ragionevolmente supporre che fosse legato al culto della dea Ishtar e che lo spazio libero al centro potesse ospitare i leoni sacri dalla dea.

 

 

LE FORTIFICAZIONI DEL II MILLENNIO A EBLA.

Come le altre città amorree, durante il Bronzo Medio II Ebla era circondata da grandi mura difensive. Le mura, che inglobavano tutta la città, erano costruite su una fortificazione più antica. Sono composte da un grande accumulo di terra, largo alla base circa m 40, che si va restringendo verso la sommità. L'altezza verso est doveva, forse, superare i 20 metri. Sulle mura erano costruite fortezze molto importanti, che sorvegliavano il territorio intorno alla città; quattro grandi porte principali interrompono le mura; la porta sud-ovest, o Porta A, è quella in miglior stato di conservazione; è costruita secondo la pianta detta “a tenaglia”, con una serie di piccoli vani per il corpo di guardia; è lunga circa m 48. Ciascuna porta era diretta verso una città importante; la porta di sud-ovest verso Damasco, quella di nord-est verso Aleppo, quella di nord-ovest verso Ugarit. Ebla possedeva anche una massiccia fortificazione a difesa dell'Acropoli, costruita in mattoni crudi su base in pietra; alcuni resti di essa sono stati scoperti sul lato sud-est dell'Acropoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tavoletta cuneiforme dallo scavo  di Ebla

 

 

CIMITERI REGALI

I cimiteri regali sono situati entro caverne naturali sotto il Palazzo Q, o Palazzo Occidentale, che era posto sotto l'autorità del principe ereditario.
Molte tombe sono state saccheggiate nell'antichità, ma tre hanno fornito importanti risultati. La sola sepoltura inviolata, quella chiamata "della Principessa", datata tra il 1825 e il
1775 a.C., conservava ancora il corredo di gioielli in oro della fanciulla che vi era sepolta: sei bracciali, una collana, un anello nasale e uno spillone per capelli. La seconda tomba, parzialmente violata, è detta "Tomba del Signore dei Capridi" e risale a circa il 1750 a.C.; la terza, anch'essa in parte violata, è detta "Tomba delle Cisterne": è la più recente e risale al 1650 a
.C. circa. Nonostante i saccheggi, le due tombe contenevano ancora tesori d'oro e d'argento: gioielli con pietre preziose, coppe, ornamenti; vi erano anche alcune splendide giare dipinte. La Tomba del Signore dei Capridi conteneva diversi vasi in pietra, soprattutto in alabastro, di origine egiziana; conteneva anche un oggetto molto importante per la datazione del complesso funerario. Si tratta di un frammento di impugnatura di mazza in argento e oro con il nome, scritto in eleganti geroglifici egiziani, di un faraone della XIII dinastia, Hotepibra, che regnò dal 1775 al 1765 ca. a.C. Questo ritrovamento indica l'esistenza di rapporti tra Ebla e i faraoni egiziani, forse mediati dal porto di Biblo (moderna Giubàil, Libano).

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

gioielli rinvenuti nel cimitero reale

  

 

 

 

 

 

 

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