PROGRAMMA
DEFINITIVO
[1° giorno: ROMA/ALEPPO * 18 agosto lunedì
Partenza
con volo di linea della Syrian Arab Airlines RB18 per Aleppo alle ore 14.30.
Arrivo alle ore 18.50 e disbrigo delle formalità per l’ottenimento del visto
d’ingresso e di frontiera. Incontro con le nostre guide e trasferimento in
pullman privato all’hotel Sheraton (cat 5*). Sistemazione nelle camere
riservate. Cena e conferenza introduttiva, pernottamento.]
2° giorno: ALEPPO * 19 agosto martedì
Al
mattino partenza per la zona delle città morte e visita del famoso monastero di
San Simeone Stilita (Qalah Siman), monumentale e isolato sulle colline.
Proseguimento per la visita del sito di Ayn Darah. Rientro ad Aleppo per il
pranzo in ristorante Armeno. Il pomeriggio partenza per Ebla, dove la missione
archeologica italiana, guidata dal Prof. Paolo Matthiae, ha portato alla luce reperti archeologici di eccezionale
valore come le 17.000 tavolette cuneiformi. Rientro ad Aleppo. Cena, conferenza
e pernottamento.
3° giorno: ALEPPO * 20 agosto mercoledì
Intera
giornata dedicata alla visita di questa antichissima città che ancor oggi
svolge un’importante ruolo nella vita economica della Siria. Si visita il Museo
Nazionale Archeologico dove sono conservati preziosi reperti delle varie
civiltà mesopotamiche e
la Grande Moschea degli Omayyadi risalente ai primi tempi dell’Islam. Pranzo in ristorante nel
quartiere armeno e visita ai quartieri cristiani e ai resti della cattedrale
bizantina di Aleppo. Il pomeriggio visita della Cittadella da sempre fortezza e
simbolo della città. Visita ai suk medievali con le sue chilometriche gallerie,
uno dei più famosi mercati coperti del mondo arabo. Un po’ di tempo libero.
Cena e pernottamento.
4° giorno: ALEPPO/LATAKIA * 21 agosto
giovedì
Partenza
in
direzione della costa mediterranea per la visita al castello di Saladino
(Qalat Salah ad-Din) abbarbicato su di un inaccessibile promontorio roccioso a
24 km da Latakia (l’antica Laodicea). Proseguimento per
Latakia e sosta per il pranzo in ristorante. Il pomeriggio partenza per
la vicina Ugarit e visita dell’antica città del XV sec. a.C. resa
famosa dal ritrovamento delle tavolette che riportano il più antico alfabeto
del mondo, base delle scritture occidentali. Sistemazione nelle camere
riservate dell’ hotel Meridien (cat 5*). Conferenza . Cena e pernottamento.
5° giorno: LATAKIA/HAMA * 22 agosto
venerdì
Partenza
lungo la costa per Tartus e visita dei resti della città crociata che ha
conservato un centro storico medievale di stampo europeo con chiese e palazzi
gotici. Visita del museo archeologico. Proseguimento per la visita di Amrit,
con il suo tempio di grande fascino. Partenza per il Krak dei Cavalieri (Qalat
al-Hosn), e sosta per il pranzo in ristorante. Il pomeriggio visita del famoso
castello crociato in splendido stato di conservazione. Arrivo ad Hama e
sistemazione nelle camere riservate dell’ hotel Apamea Cham Palace (cat 5*) sul
fiume Oronte. Cena in hotel. Per quelli che non sono troppo stanchi breve
passeggiata serale nel centro delle città. Pernottamento.
6° giorno:HAMA/ALEPPO 23 agosto sabato
Al
mattino visita della città di Hama, famosa per le antiche norie in legno,
costruite dai romani per il sollevamento dell’acqua dal fiume Oronte. Partenza
per Apamea, importante città ellenistica e romana dove recenti lavori di
restauro hanno riportato all’antico splendore “il Cardo”. Proseguimento per il
vicino caravanserraglio di Al Maidk dove sono conservati splendidi mosaici
trovati nella città di Apamea. Pranzo in ristorante. Partenza per Maarrat
an-Numan e proseguimento per la visita delle rovine di Serjilla. Arrivo ad
Aleppo e sistemazione nelle camere riservate dell’ hotel Sheraton. Cena e
pernottamento.
7° giorno: ALEPPO/DAYR AS-ZAWR * 24
agosto domenica
Partenza
al mattino sul presto per Ar-Raqqah, capitale estiva del Califfo Harun
ar-Rashid. La città sorge sul lago Assad, nato dalla costruzione della grande
diga sull’Eufrate. Proseguimento per la città morta di Rusafah-Sergiopolis,
citata nella Bibbia e
nei testi assiri con il nome Resef. La città fu distrutta nel 743 dagli
Abbasidi: si possono ancora ammirare le imponenti mura di cinta, il battistero,
le basiliche, le enormi cisterne e un palazzo omayyade. Pranzo al sacco.
Partenza per Halabiyah e visita alla suggestiva fortezza sull’Eufrate costruita
nel III secolo dalla regina Zenobia
di Palmira a scopo difensivo. Arrivo a Dayr as-Zawr nel tardo
pomeriggio. Sistemazione all’ hotel Furat Cham Palace (cat 5*). Cena,
conferenza e pernottamento.
8° giorno: DAYR AS-ZAWR/PALMIRA * 25
Agosto lunedì
Al
mattino presto partenza per Mari città degli Accadi risalente a più di 5000
anni fa e visita del Palazzo reale e della ziqqurat. Proseguimento per Dura
Europos sull’Eufrate, interamente costruita in mattoni crudi nel IV secolo a.C.
da Seleuco, luogotenente
di Alessandro Magno. Dura Europos fu distrutta e abbandonata nel 256 d.C.
in seguito all’attacco dei Persiani Sassanidi, e mai più ricostruita. Rientro a
Dayr as-Zawr e pranzo. Breve visita del piccolo ma interessante museo
archeologico. Partenza per Palmira attraversando il suggestivo deserto siriano.
Arrivo e salita sulla collina dove si
erge un castello arabo e da dove si potrà ammirare il tramonto sulle rovine
dell’antica città della regina Zenobia. Sistemazione all’ hotel Palmyra Cham
Palace (cat 5*). Cena nel deserto sotto le tende beduine. Pernottamento.
9° giorno: PALMIRA/DAMASCO * 26 agosto
martedì
Al
mattino molto presto inizio della visita della vasta e monumentale area
archeologica, dell’imponente Santuario di Baal, della necropoli e del piccolo
Museo Archeologico dove sono conservati molti dei reperti trovati nel sito.
Pranzo in ristorante. Il pomeriggio partenza per Maalula pittoresco villaggi
arroccato sui monti dell’Antilibano, dove si parla ancora l’ aramaico. Arrivo a
Damasco nel tardo pomeriggio. Sistemazione nelle camere riservate dell’ hotel
Cham Palace (cat 5*). Cena e pernottamento.
10° giorno:
DAMASCO * 27 agosto mercoledì
Al
mattino visita del Museo Archeologico Nazionale (eccezionale per i suoi reperti
archeologici in esso conservati e in particolare la sinagoga di Dura Europos),
proseguimento con la visita della città con il quartiere cristiano, la casa di
Anania, amico di San
Paolo e discepolo di Gesù
Cristo, la
chiesa di San
Paolo che ha conservato l’aspetto antico. Pranzo in
ristorante nel quartiere cristiano. Il pomeriggio visita della Grande Moschea o
moschea degli Omayyadi ricoperta di mosaici di artisti bizantini, che in
origine era la
chiesa di Giovanni Battista, la tomba mausoleo di Saladino e alla
Cittadella in corso di restauro. Conferenza finale dei tre relatori. Cena
tipica di commiato con musica araba e danze dervisce al ristorante Umayyad
Palace nella città vecchia. Pernottamento.
11° giorno: DAMASCO/BOSRA/DAMASCO * 28
agosto giovedì (per chi non prosegue
in Giordania)
Al
mattino partenza per la regione dell’ Hawran nota per le sue città nere
costruite in basalto. Arrivo a Bosra, famosa per il suo teatro trasformato in
fortezza dai musulmani. Visita della vasta città romana capitale
della provincia
di Arabia creata da
Traiano. Rientro a Damasco. Pranzo in ristorante. Il pomeriggio termine delle
visite (Palazzo Azem) e un po’ di tempo libero nel Suk. Cena e pernottamento.
[12° giorno: DAMASCO/ROMA venerdì
Trasferimento
in aeroporto. Partenza da Damasco con volo
di linea della Syrian Arab Airlines RB418 alle ore 10.35 per Roma
Fiumicino. Arrivo alle ore 13.30]
ESTENSIONE IN GIORDANIA
11° giorno
DAMASCO/BOSRA/JERASH/AMMAM 28 agosto
giovedì
Al
mattino partenza per la regione dell’ Hawran nota per le sue città nere
costruite in basalto. Arrivo a Bosra, famosa per il suo teatro trasformato in
fortezza dai musulmani. Visita della vasta città romana capitale
della provincia
di Arabia creata da
Traiano. Pranzo nel ristorante dell’hotel Cham Palace. Partenza per il confine
con la Giordania e
disbrigo delle formalità di frontiera. Proseguimento per Jerash e visita della
città romana costruita in prossimità del fiume omonimo. La ricchezza
monumentale e il buono stato di conservazione di questo sito gli hanno fatto
meritare l'appellativo di "Pompei dell'Oriente". Partenza per Ammam.
Arrivo e sistemazione all’ hotel Radisson Sas (cat 5*). Cena e pernottamento.
12° giorno AMMAM/PETRA 29
Agosto venerdì
Al
mattino presto partenza per Petra. Arrivo e visita della vasta aerea
archeologica del sito
di Petra che per la sua bellezza vale da sola l'intero
viaggio. L’originaria capitale nabatea è quasi interamente scavata nella roccia
rosa del Wadi Musa. Agli edomiti, presenti già nel 1200 a.C., seguono a partire dal VI secolo a.C. i nabatei,
capaci di resistere a lungo ai romani, fino 106 d.C., anno della caduta di
Petra. La città viene trasformata dai romani e poi dai bizantini. A parte un
breve periodo di occupazione dei crociati, Petra viene abitata dalle tribù
beduine fino alla sua scoperta nel XIX secolo. L’area archeologica, a cui si
accede passando lungo una alta e stretta gola, l’As-Siq, è molto vasta, con una
incredibile ricchezza di siti, monumenti ed edifici risalenti ai diversi
periodi storici: gli obelischi e il Monastero dei nabatei; le Tombe Reali, nabatee
ed ellenistico romane; i templi, l’anfiteatro,
la Strada
Colonnata romana; le
chiese bizantine; il Tesoro, Al-Khazneh, ovvero il capolavoro architettonico
della facciata della tomba
del re nabateo Aretas III. Il fascino
di Petra risiede nelle meravigliose vestigia delle antiche
costruzioni, ma anche nei colori,
dal rosa al rosso, all’ocra, all’oro, della roccia arenaria
ferrosa che è insieme paesaggio ed architettura. Pranzo in ristorante
all’interno del sito. Sistemazione all’ hotel Nabatean (cat 5*). Cena e
pernottamento.
13° giorno PETRA/BEIDA /MADABA/MONTE
NEBO/AMMAN 30 agosto sabato
Partenza
per Beida e visita del sito conosciuto come
la
piccola Petra. Proseguimento verso nord per Amman e sosta per la visita delle chiese ricche di
mosaici di Madaba. Proseguimento per il Monte Nebo, su cui morì Mosè dopo che
il Signore gli ebbe mostrato
la Terra
Promessa. Infatti, se la giornata è limpida dalla cima del Monte sarà
possibile godere della suggestiva vista della Valle
del Giordano e di Gerusalemme. Arrivo ad Amman e giro panoramico
della città con la visita del Teatro Romano risalente al II secolo d.C.
Sistemazione in hotel Radisson sas (cat 5*). Cena e pernottamento.
14° giorno AMMAM/DAMASCO
31 agosto domenica
Partenza
per la visita del sito di Rihab dove è stata recentemente scoperta, da un team
di studiosi internazionali guidati da Abdel-Qader Hussein, direttore
del Centro di studi archeologici di Rihab, la più antica
chiesa
cristiana della storia
che sarebbe stata edificata tra il 33 e il 70 d.C. dai primi fedeli
all'indomani della morte di Gesù Cristo.
Proseguimento per la visita del sito di Um Qais, l’antica Gadara citata nel
Vangelo, che si affaccia scenograficamente su lago di Tiberiade. Visita della
città e poi partenza per la frontiera con
la Siria e disbrigo delle formalità d’ingresso. Sosta a Bosra
per il pranzo e partenza per Damasco. Arrivo e sistemazione nelle camere
riservate dell’ hotel Cham Palace (cat 5*). Pomeriggio un po’ di tempo libero
nel Suk. Cena e pernottamento.
[15° giorno DAMASCO/ROMA 1 settembre
lunedì
Trasferimento
in aeroporto. Partenza da Damasco con volo
di linea della Syrian Arab Airlines RB418 alle ore 10.35 per Roma
Fiumicino. Arrivo alle ore 13.30.]


Flaconcini porta essenze in
terracotta (circa 2700-2650 a.C.
Le immagini nei frontespizi delle pagine
sulla Siria provengono dagli scavi effettuati da
Paolo Emilio Pecorella (detto “Pami”) sul sito di Tell Barri,
nella Siria nord-orientale, dal 1980 al giorno della sua morte, avvenuta mentre
stava dirigendo i lavori di scavo, il 29 agosto 2005. Era un carissimo amico
fiorentino e un grande archeologo che avrebbe dovuto accompagnarci in questo
nostro viaggio, mentre la generosa messe di notizie che seguono è dovuta alla
cura di:
Agnese Cini
Tassinario e di Chiara Tassinario Di Tondo, con interventi di Alessandro Di
Lorenzo
Città morte
Nell’area
situata a est dell’Oronte si trovano numerosi villaggi e imponenti costruzioni
religiose di epoca romana e bizantina
nominate “città morte” , talvolta immerse nel verde degli ulivi,
talaltra isolate su brulli altipiani ormai inospitali
Nel VII e VIII secolo a causa di terremoti e
tornadi che si abbatterono sulla zona e alla conquista mussulmana furono
abbandonati.

San Simeone Stilita (Qalah Siman)
La costruzione è formata da quattro basiliche
disposte a forma di croce che davano su un cortile ottagonale centrale coperto
da una cupola. Fu terminata circa nel 490 per ordine dell’imperatore Zenone ed
è dedicato a san Simeone una delle figure più originali tra i primi cristiani
della Siria che, durante il IV secolo d.C., trascorse in penitenza moltissimi
anni in cima ad una colonna intorno alla quale fu poi costruita la chiesa.

Simeone Stilita il Vecchio nacque ad Antiochia attorno
al 521 e, come suggerisce il suo stesso nome, visse sopra una colonna per ben
quarantacinque anni. Pare comunque attendibile che Simeone possa aver scelto
all’età di circa venti anni questa straordinaria condizione di vita eremitica.
A trentatrè anni ricevette l’ordinazione presbiterale e, per imporgli le mani,
il vescovo dovette munirsi di una scala per raggiungere la sommità della colonna.
Le folle accorrevano dal santo stilita per ottenere da lui consigli o per
implorare guarigioni miracolose. Occasionalmente pare possedesse inoltre il
dono della conoscenza dei segreti del cuore, nonché della profezia. Numerosi
erano dunque i discepoli che si raccoglievano intorno a lui. Tra gli scritti
che gli sono attribuiti, se ne segnalano uno in cui sollecitò l’imperatore a
punire i samaritani, rei di aver attaccato i cristiani, e un altro, citato da
San Giovanni Damasceno, in cui condannò esplicitamente l’iconoclastia. Il santo
stilita era vegetariano. Similmente ad altri seguaci di questo particolare
stile di vita, si trasferì più volte su nuove colonne, in diverse città, con
l’approvazione dei vescovi locali. I contemporanei, pur contestando il modo di vita degli stiliti, non potevano non
riconoscerne il potere di operare il bene, la loro umiltà, la loro carità, la
capacità di convertire gli uomini e i periodici interventi in favore del bene
comune. Simeone morì in Siria nel 592 ed è commemorato in data odierna,
il 24 maggio, tanto dal Martyrologium
Romanum, quanto dai calendari delle varie Chiese orientali. Il suddetto
martirologio cattolico asserisce che il santo, vivendo sulla colonna, abbia
conversato con Cristo e con gli angeli, nonché sia stato dotato di poteri
straordinari sui demoni e sulle forze della natura. L’iconografia cristiana, in
particolar modo orientale, è solita raffigurare questa categoria di santi, come
è facile immaginare, sopra alle colonne ove risedettero per buona parte della
loro vita. Queste icone sono ancora talvolta riscontrabili in alcune case, ove
sono state collocate al fine di garantire ai visitatori la potente protezione
di un qualche santo dell’antichità. Per quanto il loro modo di vivere potesse
sovente dare l’impressione di rasentare la pazzia, gli stiliti costituirono una
testimonianza concreta della necessità di preghiera e penitenza nella loro
epoca, contraddistinta da dissolutezza e lussuria. Molte persone si
interrogarono sulla singolarità della loro scelta di vita e ciò le aiutò
perlomeno a correggere taluni aspetti del loro vivere quotidiano.
Ayn Darah
Il
sito risale circa alla seconda metà del
II millennio a.C., vi si trova un tempio in basalto di epoca arcaica eretto tra
il 950 e 800 a.C..
Tutte le pareti esterne hanno sculture in basalto che raffigurano leoni e
sfingi. I leoni erano dedicati alla dea Ishtar e le sfingi alla dea Astarte.
|
Nel
1954 un cacciatore scoprì per caso nella tana di una volpe un blocco di
basalto, che si rivelò poi parte di una grande statua raffigurante un leone;
da quel momento gli studiosi hanno portato alla luce straordinarie statue in
basalto e diversi rilievi.
|
Ebla

È l'antico nome dell’odierna
Tell Mardikh, a circa 60 km a sud di
Aleppo,
città della
Siria settentrionale, scoperta nel
1964
da una missione archeologica italiana diretta da
Paolo Matthiae dell’Università La Sapienza
di
Roma. Era situata in posizione intermedia tra la
Mesopotamia, l’Anatolia
e la
Palestina; godeva dei vantaggi del commercio tra queste zone,
da là passavano materie prime quali
rame,
legname, ecc... Al 1975 la scoperta degli archivi reali di
Ebla, contenenti oltre 17.000 tavolette d'argilla con
iscrizioni
cuneiformi in eblaita risalenti al periodo tra il 2500 e il
2200 a.C. Gli scavi della missione archeologica italiana hanno fatto
emergere la struttura urbana della città: un'ampia cinta muraria a cerchio,
fortificata con possenti bastioni grandangolari, dove si aprono 4 porte
disposte a croce, con al centro l'acropoli. La struttura radiale potrebbe
rimandare alla concezione di un universo circolare. Rimangono anche i resti del
Palazzo reale con tutti i suoi settori, dove sono stati rinvenuti gli archivi
di stato, oltre a migliaia di tavolette ed oggetti d'uso comune.

Il Palazzo Reale: gli scavi sul lato ovest dell'Acropoli hanno messo
in luce un grande palazzo reale, chiamato dagli archeologi Palazzo G, che risale alla prima epoca
d'oro di Ebla: 2400-2250 a.C.
Questa enorme costruzione occupa la facciata ovest del pendio dell'Acropoli;
l'esplorazione archeologica ha dimostrato che fu costruita sulle rovine di un
edificio, del Bronzo Antico (2700-2500 a.C.). È stata scoperta una parte del Palazzo G, che doveva estendersi verso
est: la corte principale, lo scalone d'ingresso, la stanza degli archivi e una
parte dei quartieri di abitazione. Il palazzo
G è diviso in varie ali, che sono:

A-
L'ala cerimoniale, consacrata ai ricevimenti
del re, formata da una corte principale con un corridoio
coperto.
B- L'ala amministrativa: si estendeva a sud della
grande scalinata che portava ai quartieri d'abitazione. Era il centro del governo
e della monarchia.
C- L'ala di abitazione: vi si giunge salendo la grande
scalinata di pietra; comprende diverse stanze destinate alla preparazione del
cibo, alla macinazione dei cereali, alla spremitura delle olive e alla cottura
degli alimenti.
D- Gli Archivi Reali: nel 1975 fu scoperta la
biblioteca reale, o Archivio.
Il palazzo del principe
ereditario (Palazzo Q o Palazzo
Occidentale) si trova nella città bassa, a ovest dell'Acropoli, e si
estende da nord a sud, per una lunghezza di m 1×15; la parte sud è crollata per
cause naturali. È composto dall'unione di diverse unità d'abitazione attorno a
una sala principale, ed è costruito in mattoni crudi su una
base di grandi pietre squadrate. Esso ricopre le caverne che
ospitano la necropoli reale, dove sono stati rinvenuti molti oggetti assai
importanti dal punto di vista storico e artistico. Nel palazzo Occidentale si trova un interessante vano, molto ben
conservato, riservato alla macinazione del grano per la preparazione dei pani,
che dovevano servire a sfamare centinaia di persone.
Il palazzo E, sulla parte nord dell'Acropoli, è stato scoperto nei
primi anni d'attività della missione, ma solo in parte. L'altra parte è sepolta
sotto i resti dell'insediamento del Ferro (secc.IX-III a.C.) e dell'insediamento
persiano. Il settore portato in luce consiste in una grande corte e in vani più
piccoli.
Il palazzo P (o palazzo
Settentrionale) è situato nella città bassa a nord dell'Acropoli. È
stato scoperto abbastanza recentemente e ha una superficie assai vasta. È
databile al 1800-1600 a.C.; presenta due ingressi sul lato ovest ed è diviso
in varie ali: l'ala nord, destinata alla conservazione delle vivande, e l'ala
sud, destinata ad abitazione, mentre l'ala mediana consiste in un'ampia sala,
probabilmente destinata ad alloggiare il trono del re.
TEMPLI
Il tempio di Ishtar, chiamato Tempio
D, è costruito sul lato ovest dell'Acropoli, è formato da un ingresso,
un vestibolo e un grande vano rettangolare, i suoi muri sono spessi quattro
metri; nel secondo anno di scavi (1965) vi è stato rinvenuto il celebre bacino
calcareo scolpito su tre facce, che è l'unico bacino intero proveniente da Ebla. Esso è datato al 1900-1800 a.C. Il tempio
B1, o tempio di Reshef, e
il Tempio B2 sono templi
contigui, situati nella città bassa a sud del palazzo Occidentale, o Palazzo
del principe ereditario, il Tempio
B1, dedicato all'adorazione di Reshef, dio del mondo inferiore, è
composto di un solo vano, mentre il Tempio
B2 ha diverse stanze, raggruppate intorno a una vasta sala centrale. Nel
Tempio B2 sono state trovate due
grandi tavole offertorie in pietra, assai ben conservate. La vicinanza del Tempio B2 al cimitero regale e la sua
pianta, differente da quella degli altri templi di Ebla, inducono a ritenere che esso fosse consacrato al culto dei
re morti, ossia degli antenati regali.
Il secondo tempio di Ishtar, o Tempio P2,
è costruito nella città bassa, a nord-ovest dell'Acropoli. È composto da un
ingresso, forse un tempo affiancato da due torri, e da una grande sala rettangolare.
È datato tra il 1900 e il
1600 a.C., e ha subito una grande distruzione. Presenta
dimensioni veramente imponenti: misura, infatti, m. 20,5×12,5. Questo tempio è
considerato il più grande tra quelli scoperti nel paese di Sham (Bilad esh-Sham)
risalenti al II millennio a.C.
Il Tempio N, o Tempio del
Sole, dedicato all'adorazione del dio Sole, il cui nome antico era Shamash.
È un edificio rettangolare, formato da un solo vano. Si trova nella città
bassa, a est dell'Acropoli; vi sono stati rinvenuti una tavola offertoria e
metà di un bacino in calcare scolpito; l'ingresso al tempio è completamente
distrutto.
Negli anni più recenti, è stato scavato un grande
edificio in pietra calcarea, situato nella città bassa a nord del palazzo
Occidentale e a ovest dell'Acropoli. È stato chiamato Edificio P3; ha la forma di un grande rettangolo di m. 52×42, dai
muri estremamente spessi (oltre
20 metri), con al centro uno spazio libero, privo di ingresso.
Si ignora a quale divinità fosse dedicato, ma si può ragionevolmente supporre
che fosse legato al culto della dea Ishtar
e che lo spazio libero al centro potesse ospitare i leoni sacri dalla dea.

LE FORTIFICAZIONI DEL II
MILLENNIO A EBLA.
Come le altre città amorree,
durante il Bronzo Medio II Ebla era circondata da grandi mura difensive. Le mura, che
inglobavano tutta la città, erano costruite su una fortificazione più antica.
Sono composte da un grande accumulo di terra, largo alla base circa m 40, che
si va restringendo verso
la
sommità. L'altezza
verso est doveva, forse, superare i 20 metri. Sulle mura erano costruite fortezze molto
importanti, che sorvegliavano il territorio intorno alla città; quattro grandi
porte principali interrompono le mura; la
porta sud-ovest, o Porta A,
è quella in miglior stato di conservazione; è costruita secondo la pianta detta
“a tenaglia”, con una serie di piccoli vani per il corpo di guardia; è lunga
circa m 48. Ciascuna porta era diretta verso una città importante; la porta di sud-ovest verso
Damasco,
quella di nord-est verso
Aleppo,
quella di nord-ovest verso Ugarit. Ebla possedeva anche una massiccia fortificazione a difesa dell'Acropoli,
costruita in mattoni crudi su base in pietra; alcuni resti di essa sono stati
scoperti sul lato sud-est dell'Acropoli.

Tavoletta cuneiforme dallo scavo di Ebla
CIMITERI
REGALI
I cimiteri regali sono situati entro caverne naturali
sotto il Palazzo Q, o Palazzo Occidentale, che era posto
sotto l'autorità del principe ereditario.
Molte tombe sono state saccheggiate nell'antichità, ma tre hanno fornito
importanti risultati. La sola sepoltura inviolata, quella chiamata "della Principessa", datata
tra il 1825 e il 1775 a.C., conservava
ancora il corredo di gioielli in oro della fanciulla che vi era
sepolta: sei bracciali, una collana, un anello nasale e uno spillone per
capelli. La seconda tomba, parzialmente violata, è detta "Tomba del Signore dei Capridi" e
risale a circa il 1750 a.C.; la terza, anch'essa in parte violata, è detta
"Tomba delle Cisterne":
è la più recente e risale al
1650 a.C. circa. Nonostante i saccheggi, le due tombe
contenevano ancora tesori d'oro e d'argento: gioielli con pietre preziose,
coppe, ornamenti; vi erano anche alcune splendide giare dipinte. La Tomba del
Signore dei Capridi conteneva diversi vasi in pietra, soprattutto in alabastro,
di origine egiziana; conteneva anche un oggetto molto importante per la
datazione del complesso funerario. Si tratta di un frammento di impugnatura di
mazza in argento e oro con il nome, scritto in eleganti geroglifici egiziani,
di un faraone della XIII dinastia, Hotepibra, che regnò dal 1775 al 1765 ca.
a.C. Questo ritrovamento indica l'esistenza di rapporti tra Ebla e i faraoni
egiziani, forse mediati dal porto di Biblo (moderna Giubàil, Libano).

gioielli rinvenuti nel cimitero reale
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